Considerazioni sui vetri stratificati isolanti

Considerazioni sui vetri stratificati isolanti

I vetri stratificati delle finestre Euromix

Per garantire un adeguato comfort abitativo all’interno delle case dei nostri clienti, noi di Euromix Srl installiamo solo infissi in pvc, abbinati a vetri isolanti di qualità o altamente performanti.

L’importanza del vetro stratificato nelle finestre

Realizziamo serramenti in pvc in grado di soddisfare i più alti requisiti di isolamento termico e acustico dei nostri clienti. Oltre ad impiegare profili Veka di prima classe negli infissi, per ottenere un ottimo prodotto finito che rispetti tutte le caratteristiche richieste, prestiamo molta attenzione anche alla scelta dei vetri che montiamo sui telai delle finestre in pvc, perché anch’essi incidono enormemente sulle prestazioni finali della struttura.

Stratificati isolanti per finestre di qualità

Nel nostro caso, è l’azienda leader mondiale del settore Saint Gobain, che fornisce alle nostre vetrerie specializzate le lastre jumbo, delle grandi piastre di 6m x 3,21 m, che vengono poi lavorate, tagliate ed assemblate per poter ottenere tutte le tipologie desiderate.

Come già detto, nella maggior parte dei casi, installiamo sulle nostre finestre in pvc quelli isolanti con un bassissimo coefficiente di trasmittanza termica pari a Uw=1.0, il 30% in meno rispetto ai requisiti di legge.

Per le lastre che vanno a comporre il vetrocamera isolante scegliamo vetri stratificati piuttosto che quelli temperati, perché sono prodotti di migliore qualità e più sicuri rispetto ai secondi. Inoltre, i primi donano al prodotto finito alte performance di gran lunga superiori sia dal punto di vista termico e acustico che da quello infortunistico.

Com’è fatto il vetro stratificato

Questa tipologia è impiegata in quasi tutti i campi dell’edilizia, perché soddisfa adeguati standard di sicurezza e resistenza, infatti, rispetto alle lastre monolitiche semplici, le vetrate stratificate non si rompono frantumandosi in mille pezzi, ma si incrinano, rimanendo in sede, per evitare il distacco di grossi frammenti pericolosi per tutti coloro che si trovano nelle immediate vicinanze.

Ogni vetro stratificato è composto da almeno due lastre assemblate tra loro con un film plastico di polivinilbutirrale (PVB) che possono essere di due tipi:

  • normali o standard, che consentono ad esso di non frantumarsi (usate per realizzare le vetrate stratificate di sicurezza);
  • fonoassorbenti, che oltre alle caratteristiche pensate per la sicurezza, possono aiutare ad attenuare i rumori esterni e a proteggere gli interni degli edifici dai raggi UV dannosi.
  • Il vetrocamera è composto da 2 o più lastre stratificate intervallate da un’intercapedine, all’interno del quale viene introdotto del gas Argon, o altri tipi di gas (ad esempio il Krypton, più costoso e performante) per migliorarne le prestazioni termiche.


    In genere, la struttura detta “a sandwich” ed è così composta:

    • lastra di vetro stratificato
    • intercapedine
    • lastra di vetro stratificato

    Esistono però anche le finestre con triplo vetro e due camere d’aria, che proponiamo a chi ha esigenze isolanti molto elevate ad esempio a coloro che vivono in ambienti molto trafficati o esposti al sole o alle intemperie.

    Il processo di coatizzazione del vetro

    Le lastre che vengono usate sulle finestre a scopo architettonico o abitativo partono da una base comune detta vetro float, che prende questo nome perché in fase di lavorazione viene lasciata galleggiare (in inglese: to float) in una vasca di stagno fuso, secondo un processo inventato nel 1952 dall’ingegnere inglese Sir Alastair Pilkington.

    In seguito a questo trattamento, per diventare stratificati subiscono un ulteriore processo, quello di coatizzazione, che consiste nel depositare ossidi metallici sulla sua superfice, creando un coating che ne aumenta spessore e prestazioni.

Difetti o caratteristiche?

Proprio a causa della loro lunga lavorazione, le lastre stratificate isolanti o basso emissive, possono presentare alcune particolarità, che non sono da considerarsi difetti del vetro. Ad esempio, possono apparire sul prodotto finito dei colori di interferenza (Frange di Brewster), effetto ottico che genera delle bande di colore che vanno dal rosso al blu. Nonostante sia spesso considerato un difetto di fabbrica, in realtà si tratta di qualità intrinseche riconosciute dalla norma UNI EN 1279-1, che non penalizzano le caratteristiche visive e prestazionali del prodotto.

Pagina aggiornata il 05/08/2021
questo post è protetto dalla licenza GNU FDL

Contattaci subito,
chiedi ai nostri esperti

Inviando questo modulo autorizzo esplicitamente al trattamento dei miei dati secondo l'art. 13 del D. Lgs. 196/2003 e l'art. 13 GDPR 679/16


Altri prodotti